Layers 0
Il numero 0, l’unico numero insieme al numero otto (l’infinito) che torna sempre al punto di partenza. Fa un giro completo su se stesso e torna sempre lì dove ha cominciato. È solo un numero però mette paura perché tutto dovrebbe cominciare da qui, leviamo il condizionale, tutto inizia da qui.
Scrivo sempre senza guardare indietro, senza modificare quello che ho scrivo, non ho una seconda opportunità per tornare sui miei passi aggiungendo, togliendo o modificando quello che dico. Scrivo di getto, scrivo d’impulso, dal cervello direttamente alla mano, senza intermediari, senza passare per ragionamenti che si accavallano e sporcano quello che sento. Diretti, che non vuol dire parole non ragionate o pensieri mal posti. Vuol dire solo pensieri che provengono direttamente da me, da quello che sento in questo preciso momento, ne un secondo prima ne un secondo dopo. Non c’è la possibilità di non essere me stesso in questo modo.
La stessa cosa avviene quando dipingo, un input dal cervello mi fa partire la mano e tramite il pennello resta impresso un segno che rimarrà lì per sempre. Segno figlio di quella sensazione di quel preciso momento, unico ed eterno. Ed è proprio questo che amo dell’astrattismo.
La natura, il background del ragionamento è l’esperienza vissuta fino a quel momento. Se facessimo lo stesso segno un secondo più tardi sarebbe sicuramente differente perché il mio vissuto sarebbe cambiato. Panta Rei “tutto si muove e nulla sta fermo” diceva giustamente Eraclito, non puoi entrare due volte nello stesso fiume come non puoi fare due volte la stessa pennellata sulla stessa tela.
Spesso faccio con un pennarello nero dei segni su dei piccoli foglietti bianchi che raccolgo (ne avrò a migliaia) per provare nuove forme, nuove sovrapposizioni, come dicevo prima senza ragionare, senza pensare a quello che stò per fare, la mano si muove per conto suo, io sono completamente fuori dai giochi perché sono le emozioni di quel momento che stanno lasciando un segno su quel piccolo foglietto di carta.
È una sensazione bellissima quando riesci a trovare la giusta chimica tra due o più segni, è un emozione incredibile esprimere la propria sensazione e lasciarla impressa nero su bianco per l’eternità. Tante piccole “sinapsi pittoriche” risultato di impulsi nervosi catturati in brevi istanti e trasformati in forme.
Si possono però aggiungere altri strati, altre pennellate o meglio altri “layers” e qui si forma una sovrapposizione di momenti di attimi unici, una sorta di rete neurale di sovrapposte e interconnesse stratificazioni paragonabili al cervello umano. Una rappresentazione pittorica delle emozioni in uno specifico momento della vita di un essere umano.
Layers numero 0.
Ora possiamo cominciare…
