Pearl

Questa mattina mi sono svegliato con un irrefrenabile desiderio di ascoltare Janis Joplin o Pearl per gli amici.

Chissà, avrò sognato di essere a Woodstock nelle campagne a nord di New York per l’evento al quale chiunque della mia generazione avrebbe voluto partecipare. Non mi accade spesso di svegliarmi con un desiderio irrefrenabile, ma questa volta non avrei mai potuto impedirlo visto la potenza.

Vado in cucina e mentre mi preparo il caffè rigorosamente americano ( lo so, molti storceranno il naso, ma a me piace così e basta ) indosso le cuffie e via con il primo brano in modalità shuffle, parte “Try cavolo che voce, esplode tutta la potenza vocale di Janis, una voce sporca accompagnata da un blues schietto e verace. Il caffè è pronto e felice di essere stato al concerto più celebrato di tutti i tempi, purtroppo solo in sogno, ma i sogni servono anche a questo. Mentre sorseggio la mia tazza bollente di caffè nero, partono in sequenza: “Piece of My Heart”, “Maybe” e “Mercedes Benz

Foto: Pictorial Press Ltd / Alamy Foto Stock

Su quest’ultimo brano ho letto ai tempi un divertente aneddoto che mostra tutto il genio di Janis. Era il primo ottobre del 1970, quando una euforica Janis Joplin entra negli studi della Sunset Sound Records di Los Angeles e chiede al suo produttore Paul Rothchild di poter cantare una canzone scritta in un bar durante una partita a biliardo qualche mese prima. Si avvicina al microfono con il suo sorriso solare e dolce e con tono ironico, invece di cantare, fa una breve annuncio: “Vorrei fare una canzone di grande importanza sociale e politica, che fa così: Oh Signore, perché non mi compri una Mercedes-Benz? Tutti i miei amici hanno le Porsche, devo rimediare.”
Se non la conoscete questo è il testo:

Oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?
My friends all drive Porsches, I must make amends.
Worked hard all my lifetime, no help from my friends,
So Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?
Oh Lord, won't you buy me a color TV?
Dialing For Dollars is trying to find me.
I wait for delivery each day until three,
So oh Lord, won't you buy me a color TV?
Oh Lord, won't you buy me a night on the town?
I'm counting on you, Lord, please don't let me down.
Prove that you love me and buy the next round,
Oh Lord, won't you buy me a night on the town?

Everybody!
Oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?
My friends all drive Porsches, I must make amends,
Worked hard all my lifetime, no help from my friends,
So oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?

That's it!

L’auto psichedelica di Janis Joplin. Una Porsche 365c 1600 Cabriolet del 1965 dipinta da Dave Richards che raffigura la "History of the Universe"

Racconta una felicità illusoria e un rifiuto degli ideali consumistici in perfetta armonia con l’utopia della cultura Hippy. Tutto in maniera irriverente e geniale. 

Il brano “Mercedes-Benz” è una sorta di lascito involontario perché fu l’ultimo brano inciso dall’artista texana. Dopo soli tre giorni il suo corpo inanime fu trovato nell’anonima camera 105 del Landmark Motor Hotel di Hollywood. Maledettissima eroina, maledettissima overdose e maledetto Club dei 27.


«Sul palco faccio l’amore con 25.000 persone. Poi torno a casa sola»
-Janis Joplin


Geniale, irriverente, voce da brivido, incredibile magnetismo, nemica di qualsiasi compromesso, elegante e sensuale hippy, potente regina zingara, questa è Janis Joplin. Una corsa sfrenata alimentata dalla sua infelicità e dalla sua solitudine. Temeva la solitudine, ma soprattutto era consapevole della sua debolezza davanti all’eroina e all’alcool. Quello che pensi ti possa rendere forte, ti logora piano piano e tu lo sai, ma vai avanti da sola e non sei abbastanza forte per sopportare il peso di quello che sei, di quello che credono tu sia. 


“Invece di sprecare tutte queste energie e sforzi diretti a far guerra alle droghe, perché non si presta attenzione a droghe che possano porre fine alla guerra?”
-Albert Hofmann


Albert Hofmann

Riflettere su Janis Joplin, ma ha fatto subito ripensare al 1999, quando per la tesi finale all'Istituto Europeo di Design IED, scelsi come argomento l’LSD. Fu un percorso incredibile, tra Albert Hofmann il papà dell’LSD con il suo libro “Il mio Bambino Difficile” e rivoluzione psichedelica, passando tra studi tipografi di graphic design e fenomeni di alterazione della percezione come i video frattali. 

Tesi IED 1999, CD interattivo

Ho studiato tutta l'arte ispirata alle esperienze psichedeliche indotte dall'LSD. Tutto lo studio si basa sul concetto che l'alterazione della coscienza prodotta dalle droghe psichedeliche portano ad una maggiore e profonda fonte di ispirazione artistica.

È solo quando nel 1960 l'arte visiva psichedelica va a scontrarsi con la musica rock che troviamo la massima espressione artistica. 

Led Zeppelin, Pink Floyd, Beatles, The Doors, Jimi Hendrix, Grateful Dead, Jefferson Airplane, Velvet Underground, Red Crayola, Tim Buckley, e non ultima la nostra Janis Joplin perché l'elenco è infinito. Cosa sarebbero stati senza l’LSD?

Poster artists: Wes Wilson

L'LSD è lo strumento spirituale e sociale di rappresentare in modo artistico il mondo interiore della psiche. Non a caso viene chiamata "La droga che ha cambiato la musica."

Il risultato finale è stato incredibile quanto il viaggio e vi assicuro senza fare uso di nessun tipo di droga. Perchè se una cosa ti piace e ci credi, la tua droga è la passione che ci metti.

Com’è strana la scrittura, comincia a parlare di un argomento e finisci con un’altro. Però sempre collegando i punti dettati dal nostro cervello. Impulsi nervosi catturati in brevi istanti e trasformati questa volta in parole.

Il caffè è finito, stai bene!

Filippo

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