Solo gli stupidi non cambiamo idea
“Non amo spiegare le mie opere, è una cosa che non ritengo giusto, perché devo condizionare il pubblico a dirgli cosa deve cercare in un opera. Se io vado a vedere una qualsiasi opera, prima la guardo, poi l’assimilo e poi rivivo la mia esperienza personale e intima e quindi non voglio andare a prevaricare.
Lo possiamo paragonare al cinema, se quando uno va a vedere un film, non c’è qualcuno che gli va a spiegare cosa sta andando a vedere, tu vai li e interpreti e assimili le tue sensazioni.”
/ estratto da un’intervista del 2019
naked man gallery by Filippo Imbrighi
Oggi ho ritrovato una trascrizione di una mia intervista rilasciata nel maggio 2019 per una radio. Ricordo di essermi preparato per giorni e giorni, avevo riempito fogli di domande e risposte per essere pronto ad ogni possibile argomento sul mio lavoro e sulla mia storia. Volevo che fosse tutto perfetto e tutto chiaro, semplice e fluido.
Ero profondamente convinto che un artista fosse fondamentalmente una persona pigra e introversa e che doveva restare nel suo mondo per poter essere se stesso. Doveva lavorare più con se stesso che con gli altri per riuscire ad esprimersi, più si era chiusi, più saresti risultato misterioso e creativo al pubblico. Ne ero profondamente convinto e questo mi portava dietro arroganza e pigrizia che sono due elementi deleteri per un percorso artistico. Mi accorgo solo ora che è stato uno sbaglio enorme, quasi irreparabile con il passare del tempo.
Solo oggi, dopo tanti anni mi rendo conto che avevo completamente sbagliato tutto, avevo preso la strada più facile (ecco la pigrizia) che negli anni non mi avrebbe portato a nulla. Perché diciamoci la verità, tirarsela (ecco l’arroganza) non ha mai portato a nessun successo. Non solo non volevo spiegare quello che realizzavo e perchè lo realizzavo, mi ero inventato anche la storiella “...trovaci tu un significato, perchè devo importelo io?”
«Sfuggire compulsivamente all’imbarazzo è una forma di suicidio».
-Colin Marshall
Se ripenso a tutto ciò mi vengono i brividi, ma potevo aver partorito una cazzata così grande? La cosa veramente brutta è che ci ho creduto sino a poco tempo fa.Improvvisamente però, come tutte le cose belle nella vita, mi sono reso conto delle enormi fesserie che dicevo, ma soprattutto di tutto il tempo che ho perso non volendo raccontare la storia che c’era dietro ogni singolo lavoro. Non nego che ancora oggi combatto con questa reticenza, ma vi chiedo tempo e solo il fatto di ammettere l’errore mi sembra un grande passo verso il mio nuovo futuro.
Mi sono chiesto, cosa ha fatto scattare in me questo cambio di rotta? Come ho capito l’errore fatto? Sicuramente la poca curiosità nei confronti dei miei lavori, e il poco seguito che negli ultimi quattro anni ho avuto da parte del pubblico è un elemento molto importante. Mi sto fortemente convincendo che il pubblico è curioso e vorace di informazioni. Qualsiasi notizia riguardante sia l’opera che l’artista, non solo nel lavoro, ma anche nelle passioni private che fanno parte della base culturale della propria vita.
Proprio per questo motivo, sto completamente cambiando modo di lavorare e relazionarmi con le persone che hanno le mie stesse passioni e interessi. Ma se non comincio a condividere le mie passioni, come faccio e trovare persone come me? Quindi CONDIVIDO, condivido solo le cose che mi piacciono per creare il mio pubblico che ha la mia stessa visione della vita.
Negli ultimi due mesi ho cominciato a fare una serie di cose per me totalmente imbarazzanti sotto alcuni aspetti, ma vitali:
Ho riaperto il canale X (ex Twitter) x.com/FilippoImbrighi dove oggi conto ben 13 followers. Trovo che X sia un mezzo unico perchè riesco a condividere in pochi secondi e da qualsiasi parte del mondo quello che mi piace: che sia una citazione o una frase sul muro non ha importanza, l’unica cosa che importa è che per me sia bella ed importante e mi deve rappresentare. Automaticamente tutti quelli che hanno gli stessi miei interessi potranno seguirmi e insieme possiamo crescere e discutere di grandi idee, però sempre e solo di idee che ci piacciono e ci appassionano. Allo stesso tempo è un archivio utilissimo per ripercorrere periodi della tua vita.
Ho cominciato a scrivere. Questa che state leggendo è la mia quinta Newsletter dal 9 Novembre 2023 su Substack. Esce ogni settimana il martedì mattina ed è completamente gratuita. Anche qui, come sopra, tengo stretti i miei 9 subscribers che ringrazio di cuore e spero possano continuare ad apprezzare ciò che scrivo. Vi amo!
Su Instagram ho fatto un’operazione banalissima, ma piena di significato. Ho tolto dal nome la parola Artist, ora sono solo “filippoimbrighi” . Questo perché voglio cominciare a togliermi di dosso una serie di etichette che nel tempo mi hanno limitato molto il modo di pensare e di vivere la vita. Ho fatto l’art director, video editor, motion designer, l’artista di collage e di quadri astratti. Ma non sono solo questo, voglio essere anche ALTRO.
Tutto questo per dirvi che dal 2024 (anche se ho già cominciato da un paio di mesi) scriverò e condividerò sia tutto quello che faccio, ma soprattutto come lo faccio, alla ricerca di persone che hanno le mie stesse passioni.
Il tempo passa implacabilmente per tutti e non possiamo più permetterci di perderlo nel fare cose che non ci va di fare.
E come consuetudine vi lascio con un brano.
Siamo nel 1972, è la quinta traccia dell’album “Transformer “di Lou Reed dal titolo “Walk on the Wild Side”. Brano che esalta il coraggio, la forza e l'audacia di fronte al giudizio. Un inno per coloro che hanno il coraggio di vivere la propria vita come desiderano è un monito a trovare sempre la gioia di essere se stessi.
Buon anno e grazie per il vostro tempo.
Filippo
